Tu infatti sollevi gli abbattuti, e non cadono quanti hanno in te la loro elevatezza (11, 31, 41). Recidi tutt'intorno alle mie labbra, dentro e fuori, ogni temerità e ogni menzogna. Racconta poi di aver letto le Categorie di Aristotele, ma di aver fatto cattivo uso della sapienza lì contenuta, che l'ha allontanato ancor più da Dio. Atterrito dai miei peccati e dalla mole della mia miseria, avevo ventilato in cuor mio e meditato una fuga nella solitudine. Perché io amo, e tu mi hai dato di amare. Chi crede ve ne sia un'altra, persegue un altro godimento, non il vero. Ci comandi la continenza e qualcuno disse: "Conscio che nessuno può essere continente se Dio non lo concede, era già un segno di sapienza anche questo, di sapere da chi ci viene questo dono". Agostino è ormai un seguace dei manichei. Ciò che sento in modo non dubbio, anzi certo, Signore, è che ti amo. Tuo è il giorno e tua la notte, al tuo cenno trasvolano gli istanti. Et laudare te vult homo, aliqua portio creaturae tuae, et homo circumferens mortalitatem suam, circumferens testimonium peccati sui et testimonium, quia superbis resistis», «Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande è la tua virtù, e la tua sapienza incalcolabile. Percorsi con i sensi fin dove potei il mondo fuori di me, esaminai la vita mia, del mio corpo, e gli stessi miei sensi. Agostino prega Dio perché gli dia la sapienza per comprendere le Sacre Scritture. Invece ricado sotto i pesi tormentosi della terra. Legge alcuni testi neoplatonici e grazie ad essi e alla Provvidenza comprende che il male non è una sostanza, ma un traviamento della volontà, che si allontana da Dio. Oh, udire la voce della tua lode, abbeverarsi di te, contemplare le meraviglie della tua legge fin dall'inizio, quando creasti il cielo e la terra, e fino al regno eterno con te nella tua santa città (11, 2, 3). Il mio spirito si è acceso dal desiderio di penetrare questo enigma intricatissimo. Mosè ne scrisse, egli stesso lo afferma, lo afferma la Verità (11, 2, 4). Resisto alle seduzioni degli occhi nel timore che i miei piedi, con cui procedo sulla tua via, rimangano impigliati, e sollevo verso di te i miei occhi invisibili, affinché tu strappi dal laccio i miei piedi, come fai continuamente, poiché vi si lasciano allacciare. Le solite occupazioni mi riassorbono, mi trattengono, e molto piango, ma molto mi trattengono, tanto è considerevole il fardello dell'abitudine. Fino al giorno in cui, purificato e liquefatto dal fuoco del tuo amore, confluirò in te (11, 29, 39). Per quest'ultimo motivo "le confessioni" potrebbero essere considerate la storia di una "peregrinatio animae" ("pellegrinaggio dell'anima"), in cui lettori di epoche e culture diverse possono trovare conforto e stimolo per la meditazione sugli eterni e immutabili problemi esistenziali. Nelle avversità desidero il benessere, nel benessere temo le avversità. Quest'uomo riconosce i doni ricevuti, e, se si gloria, si gloria nel Signore; da un altro udii chiedere questa grazia: "Toglimi la concupiscenza del ventre". Il pericolo più insidioso, però, è la superbia, conseguenza delle lodi degli uomini. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace (10, 27, 38). Lì legge l'Ortensio di Cicerone e incomincia ad amare la filosofia. Agostino continua il commento dei primi versetti della Genesi. Sarà vera vita la mia vita, tutta piena di te. Il tuo unigenito, in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza, mi riscattò col suo sangue. Perlustrai ogni cosa, tentai di distinguerle, di valutarle ognuna secondo il proprio valore, quelle che ricevevo trasmesse dai sensi e interrogavo, come quelle che percepivo essendo fuse con me stesso. Noi preghiamo, certo; però la Verità dice: "Il Padre vostro sa cosa vi occorre prima ancora che glielo domandiate". Agostino in questo capitolo rinuncia all'insegnamento usando come pretesto un disturbo ai polmoni per non scaturire malignità da parte dei genitori degli studenti, e si reca per le vacanze della vendemmia in una villa assieme al figlio Adeodato, il fratello (nominati ora entrambi per la prima volta), l'amico Alipio, e qualche suo discepolo. Lo stile delle confessioni è inoltre elevato: nell'opera Agostino esibisce tutte le sue abilità di retore e di grande conoscitore delle Sacre Scritture. Ma che amo, quando amo te? Gli orgogliosi non mi calunnino, se penso al mio riscatto, lo mangio, lo bevo e lo distribuisco; se, povero, desidero saziarmi di lui insieme a quanti se ne nutrono e saziano. L'opera, grazie alla sua forte concentrazione sull'io dell'autore, svela una sua sorprendente modernità, non solo nel senso di "attualità": pur non essendo infatti la prosa dell'interiorità una novità assoluta nell'ambito delle letterature classiche, è assolutamente nuova la forza dell'ispirazione e soprattutto il fatto che l'autore narri diffusamente e, almeno per quel che ne sappiamo, in modo totalmente sincero, della propria vita, facendo di essa il vero fulcro dell'opera; tanto che, tra i tanti generi letterari presenti in diversa misura nelle Confessioni (tra cui appunto quello dottrinale), quello più evidente e universalmente noto è proprio il loro essere "autobiografia". Tutti dovremo dire: "E' grande il Signore e ben degno di lode". Perciò dal giorno in cui ti conobbi, dimori nella mia memoria, e là ti trovo ogni volta che ti ricordo e mi delizio di te. Si appassiona all'astrologia, ma ne viene distolto da Vindiciano, governatore di Cartagine. Ma fra tutte le cose che passo in rassegna consultando te, non trovo un luogo sicuro per la mia anima, se non in te. Quando invece hanno imparato a lodarti anche per essa, Dio creatore di tutto, l'attirano nel tuo inno anziché farsi catturare da lei nel loro sonno. Descrive quindi in modo minuzioso la memoria e i suoi contenuti. Confessandoti dunque le nostre miserie e le tue misericordie su di noi, noi manifestiamo i nostri sentimenti verso di te, affinché tu possa completare la nostra liberazione già da te iniziata: affinché noi cessiamo di essere infelici in noi e ci rallegriamo in te che ci chiamasti a essere poveri nello spirito, e miti e piangenti, e affamati e assetati di giustizia, e misericordiosi e mondi in cuore, e pacifici. Poi riflette su Dio e sull'eternità: che cosa faceva Dio prima della creazione del mondo? Cercando te, Dio mio, io cerco la felicità della vita. Quando mi sarò unito a te con tutto me stesso, non esisterà per me dolore e pena dovunque. Nulla di te ho trovato, dal giorno in cui ti conobbi, che non sia stato un ricordo; perché dal giorno in cui ti conobbi, non ti dimenticai. Signore, abbi pietà di me ed esaudisci il mio desiderio. come se colà vi fossero luoghi. Ricordati, Signore, che siamo polvere, e con la polvere hai creato l'uomo, e si era perduto e fu ritrovato. Analizza poi il primo versetto della Genesi e si chiede con quale parola Dio abbia creato il cielo e la terra. Ahimè, Signore, abbi pietà di me! Folgorato al cuore da te mediante la tua parola, ti amai, e anche il cielo e la terra e tutte le cose in essi contenute, ecco, da ogni parte mi dicono di amarti, come lo dicono senza posa a tutti gli uomini, affinché non abbiano scuse. La fortuna delle Confessioni fu grandissima: se nel De Civitate Dei Agostino è più ispirato e nel De Trinitate più profondo, solo qui raggiunge una sintesi di fede, arte e cultura che nei secoli ispirerà grandissimi artisti e letterati come Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Botticelli. Ciò amo, quando amo il mio Dio ( 10, 6, 8). Nulla di tutto ciò amo, quando amo il mio Dio. Tutte queste cose ci vengono date in aggiunta, se cerchiamo il tuo regno e la tua giustizia. Vedi che non nascondo le mie piaghe. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 14 nov 2020 alle 03:48. Signore Dio mio, presta ascolto alla mia preghiera: la tua misericordia esaudisca il mio desiderio, che non arde per me solo, ma vuole anche servire alla mia carità per i fratelli. Certo, se esistesse uno spirito di scienza e prescienza così potente da conoscere tutto il passato e il futuro come io una canzone delle più conosciute, susciterebbe, questo spirito, meraviglia e quasi sacro terrore, poiché nulla gli sfuggirebbe sia delle età già concluse, sia di quelle che rimangono: come a me che canto non sfugge sia la parte della canzone già passata dopo l'esordio, sia quella che resta fino alla fine. Come ti cerco, dunque Signore? Lontana invece l'idea che, creatore dell'universo, creatore delle anime e dei corpi, tu così conosci tutto il futuro e il passato! Tu, la Verità, siedi alto sopra tutti coloro che ti consultano e rispondi contemporaneamente a tutti coloro che ti consultano anche su cose diverse. Ecco dunque ch'io ti narrai molti fatti, come potei e volli. Ogni mia speranza è posta nell'immensa grandezza della tua misericordia. E questa è la felicità, godere per te, di te, a causa di te, e fuori di questa non ve n'è altra. Difficilmente le opere biografiche o autobiografiche dell'antichità si erano permesse una tale a-storicità e un tale ripiegamento introspettivo. Un giorno, prima di pronunciare un panegirico davanti all'imperatore, incontra un mendicante ubriaco e capisce che quello, a differenza di lui, è felice. Udivo i tuoi insegnamenti e i tuoi comandamenti. Talvolta m'introduci in un sentimento interiore del tutto sconosciuto e indefinibilmente dolce, che, qualora raggiunga dentro di me la sua pienezza, sarà non so cosa, che non sarà questa vita. Ma dove dimori nella mia memoria, Signore, dove vi dimori? Dove dunque ti trovai, per conoscerti? Considerato tutto questo emerge che l'uomo si può riconciliare con Dio solo attraverso Cristo. Non certo perché tu li apprenda da me. Ove valgo, non voglio stare; ove voglio, non valgo, e qui e là sto infelice ( 10, 40, 65). Così vorrei essere. Sfoglia la Bibbia, ma la trova troppo rozza, così aderisce alla setta dei manichei. Nulla, perché il tempo non esisteva. 3 di 134 questi tempi miei. Dammi ciò che amo. Allontana da me una simile follia, Signore, affinché la mia bocca non sia per me l'olio del peccatore per ungere il mio capo (10, 37. Hai concesso alla mia memoria l'onore di dimorarvi, ma in quale parte vi dimori? Tu sei la luce permanente, che consultavo sull'esistenza, la natura, il valore di tutte le cose. Tuttavia da una certa immagine di godimento la loro volontà non si distoglie (10, 22, 32). Ignoro anche questo? Eri con me, e non ero con te. Viceversa questa luce corporale di cui stavo parlando insaporisce la vita ai ciechi amanti del secolo con una dolcezza suadente, ma pericolosa. Segue una lunga riflessione sul tempo, che si conclude con l'affermazione che esistono tre tempi: il presente del passato (la memoria), il presente del presente (l'intuizione) e il presente del futuro (l'attesa). Investigai e classificai gli organi stessi che me le trasmettevano: infine entrai nei vasti depositi della memoria e rivoltai a lungo alcuni oggetti, lasciai altri sepolti e altri portai ana luce. Oh, quanto sei elevato! Non abbandonare i tuoi doni, non trascurare la tua erba assetata. Entrai nella sede che il mio spirito stesso possiede nella mia memoria, perché lo spirito ricorda anche se medesimo, ma neppure là tu eri, poiché, come non sei immagine corporea né sentimento di spirito vivo, quale gioia, tristezza, desiderio, timore, ricordo, oblio e ogni altro, così non sei neppure lo spirito stesso, essendo il Signore e Dio dello spirito, e mutandosi tutte queste cose, mentre tu rimari immutabile al di sopra di tutte le cose. Monica raggiunge Agostino a Milano e diventa una devota di sant'Ambrogio. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Perché io amo, e tu mi hai dato di amare. Se io sia già da tanto, non lo so. Ti confesserò quanto scoprirò nei tuoi libri. Qui prova per la prima volta i piaceri dei sensi. Vedi, Dio mio, ove s'ispira il mio desiderio. Un'altra tesi è quella per cui egli abbia voluto esemplificare agli altri, attraverso la propria esperienza personale, il faticoso ascendere della sua anima verso il Padre celeste, per celebrarne la grandezza e la misericordia. Le mie debolezze sono molte e grandi, sono molte, e grandi. Monica non si preoccupa affatto della sua sepoltura, perché è certa che il Signore saprà da dove risuscitarla alla fine dei secoli e perché conta sulle preghiere dei figli che la ricorderanno avanti l'altare del Signore in ogni parte del mondo. Dopo aver comunicato all'amico quanto gli è accaduto Agostino scopre che anche l'amico Alipio ha avuto lo stesso percorso, così entrano in casa e annunciano il tutto a Monica, che esulta di gioia. Io mi sono schiantato sui tempi, di cui ignoro l'ordine, e i miei pensieri, queste intime viscere della mia anima, sono dilaniati da molteplicità tumultuose. Agostino espone i motivi che lo hanno spinto a scrivere le Confessioni. Tu vedi nel mio cuore che è così. Questi, però, muore all'improvviso e Agostino, distrutto dal dolore, si trasferisce a Cartagine. Quanto amasti noi, Padre buono, che non risparmiasti il tuo unico Figlio, consegnandolo agli empi per noi! Nell'Urbe si ammala gravemente, ma riesce a guarire e dubita sempre più della correttezza delle dottrine manichee; si avvicina agli accademici e al loro scetticismo. Ognuno ti consulta su ciò che vuole, ma non sempre ode la risposta che vuole. O amore, che sempre ardi senza mai estinguerti, carità, Dio mio, infiammami. Signore Dio mio, luce dei ciechi e virtù dei deboli, e tosto luce dei veggenti e virtù dei forti; volgi la tua attenzione sulla mia anima e ascolta chi grida dall'abisso. 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All'improvviso si ammala ed è sul punto di essere battezzato, ma la sua guarigione spinge la madre a differire il sacramento. Per Cristo ti supplico, in nome di quel santo dei santi nessuno mi disturbi. Fortificami, affinché io sia potente; da' ciò che comandi e comanda ciò che vuoi. Lascia che ti offra in sacrificio il servizio del mio pensiero e della mia parola, e prestami la materia della mia offerta a te.
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