la donna della grazia finalmente restituita, ; Partecipa al programma Premiata Teleditta 3, nella parodia di "Top of the Pops", con la sua canzone "Gli occhi verdi di tua madre". A suo onore cantava lodi particolari, innalzava preghiere, offriva affetti tanti e tali che lingua umana non potrebbe esprimere.” Lottiamo anche con Dio, lo sconosciuto, che non ci lascia in pace. Solo alla fine, quando la lotta sarà ormai terminata e quel “qualcuno” sarà sparito, solo allora Giacobbe lo nominerà e potrà dire di aver lottato con Dio. La vergine bella, la vergine santa, la vergine immacolata, la vergine innamorata, la figlia diletta, la madre purissima, la sposa amorosa. Tel. Presto ci accorgiamo che la realtà in cui viviamo ha assunto un altro aspetto; la verità è che noi abbiamo iniziato a guardarla con occhi nuovi. Verso di te mi attira nuovamente l’amore. Ogni giorno abbiamo un conflitto da affrontare, anche se vorremmo lasciare la tensione fuori dalla porta del Tempio, per trovare almeno là un po’ di pace. (Maria Valtorta). Copio le perle dai tuoi denti minuti, faccio le dolci fragole guardando la tua bocca, agli usignoli metto in gola le tue note e alle tortore il tuo pianto. Quanto ci ha dato Iddio e ci continua a dare per lei, a richiesta di lei, perché la sua gioia si riversa nella gioia di Dio e l’aumenta a bagliori che empiono di sfavillii la luce, la gran luce del paradiso. Ecco la Sposa del Re: immacolata, santa, palpitante d’amore. Oggi vorrei riflettere con voi su un testo del Libro della Genesi che narra un episodio abbastanza particolare della storia del Patriarca Giacobbe. E’ scesa la notte sul nostro cammino e il sogno ha cessato di brillare. 13 novembre, la giornata mondiale della gentilezza e il progetto We.Ca.re. VIRGO DEI, VIRGO PIA La preghiera richiede fiducia, vicinanza, quasi in un corpo a corpo simbolico non con un Dio nemico, avversario, ma con un Signore benedicente che rimane sempre misterioso, che appare irraggiungibile. Giacobbe si mette in viaggio da Beersheba alla volta di Harran. La notte di Giacobbe al guado dello Yabboq diventa così per il credente un punto di riferimento per capire la relazione con Dio che nella preghiera trova la sua massima espressione. These cookies do not store any personal information. È un brano di non facile interpretazione, ma importante per la nostra vita di fede e di preghiera; si tratta del racconto della lotta con Dio al guado dello Yabboq, del quale abbiamo sentito un brano. Ci sfugge, però, che anche Dio ce l’ha con noi. Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. Quantunque in creatura è di bontate! Dicendo “Ave Maria” presenta alla Vergine il saluto del cielo. Sono per te le stelle e i pianeti. Giacché molto spesso sono state proprio queste convinzioni la causa prima degli avvenimenti storici riportati nei documenti. Ma esistono anche altri Angeli, guerrieri quasi minacciosi, come quello che incontra Giacobbe in una notte di fuga. E così Caterina da Siena, e con lei ogni creatura amante dell’amore. guardare il tuo volto, lasciare il cuore cantare Al ruscello c’eravamo anche noi – soli, denudati, disperatamente impauriti, pronti a tutto. Il sogno della “scala di Giacobbe” si presta a numerose interpretazioni che a loro volta farebbero riferimento all’esistenza di luoghi sacri che permetterebbero la comunicazione tra la terra e l’aldilà. Egli si alza presto al mattino, prende la pietra che gli ha fatto da cuscino e la erige come una stele, versandovi sopra dell’olio, e nomina il luogo Betel, ovvero “la casa di Dio” (Genesi 28:10-19). Mentre sorgeva il sole sul patriarca, egli si rese conto che il volto più temibile non era quello del fratello Esaù, ma quello di Dio, e anche noi ci stupimmo che il peggio che ci poteva capitare fosse passato, perché lottando contro il Terrore di Isacco (Gn 31, 53) non avevamo altro da temere; attraversammo il fiume trascinandoci impotenti la gamba dolente come trofeo, fieri del nuovo nome di battesimo. Sua disïanza vuol volar senz’ali. E non è la benedizione ghermita con inganno, ma quella gratuitamente donata da Dio, che Giacobbe può ricevere perché ormai solo, senza protezione, senza astuzie e raggiri, si consegna inerme, accetta di arrendersi e confessa la verità su se stesso. O Maria, vaso d’umiltà, Guarda e giubila eterna Vergine, fanciulla eterna, e il tuo riso empia questo empireo, e dia agli angeli la nota iniziale, al paradiso insegni l’armonia celeste. Era il sogno di Dio…. E con quella Fede, con le spalle alla notte appena trascorsa, la nostra lunga notte, ci lasceremo abbagliare dai primi raggi dell’alba del nuovo giorno, l’inizio della nostra nuova vita. Dice lo sposo: “Vieni con me al mio fianco, vedi quanto io faccio per il Figlio nostro. Lotta di Giacobbe con l’angelo Il capostipite del popolo di Israele, infatti, non vive Dio come un padre buono , ma come un giudice intransigente, che dona la sua benedizione a chi combatte per averla, non a chi la implora. Forza e capacità di autodifesa non bastano a estorcere allo sconosciuto il suo nome, chiave dell’identità e fonte di controllo. Non disdegnò di farsi sua fattura. “Come vorrei che questo fuoco fosse acceso!” (Lc 12,49), “Il sogno è il desiderio di bellezza che vive nell’anima.”. Perché tremi? You also have the option to opt-out of these cookies. Dio sta dietro tutte le paure che dobbiamo ancora affrontare; nella fosca descrizione della misteriosa figura, non conosciamo il nome e non vediamo il volto dell’antagonista, che dapprima confondiamo con i piccoli dei meschini del luogo, con la nostra vita stessa, cui teniamo, e che pure si ritorce contro di noi, o forse con il peso schiacciante del grande fratello, che da sempre ci osserva. Il messaggio di Cristo nel mio sogno di bellezza Aveva usato la sua astuzia per tentare di sottrarsi a una situazione pericolosa, pensava di riuscire ad avere tutto sotto controllo, e invece si trova ora ad affrontare una lotta misteriosa che lo coglie nella solitudine e senza dargli la possibilità di organizzare una difesa adeguata. inserzioni@lanuovabq.it. segreteria@lanuovabq.it “Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok. Memoria che possa risvegliare e rinnovare in noi la capacità di sognare e sperare. Se i soggetti avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate. MATER MUNDI SALVATORIS, AVE! NARRATORE Siamo noi moderni che non riusciamo ad avere uno sguardo d’insieme. Il testo lega la comprensione di noi stessi così come siamo veramente al nostro riconoscimento di Dio così come è veramente; Giacobbe assediato non vede riflessa negli occhi dell’aggressore solo la sua ambiguità, ma anche Peniel, il volto di Dio. Perché tu sei bella, perché sei immacolata, Come petalo di empirea rosa, un peta­lo immateriale e prezioso che era gemma e fiamma, che era alito di Dio che scendeva ad animare una carne ben diversa­mente che per le altre, che scendeva tanto potente nel suo fuoco che la Colpa non poté contaminarla, essa valicò gli spazi e si chiuse in un seno santo. Il testo non specifica l’identità dell’aggressore; usa un termine ebraico che indica “un uomo” in modo generico, “uno, qualcuno”; si tratta, quindi, di una definizione vaga, indeterminata, che volutamente mantiene l’assalitore nel mistero.                                                                                                                                                                                                               (Lc 1,38), NARRATORE In questo caso particolare non temere la presunzione, o Vergine saggia: se infatti è piacevole il tuo pudore nel silenzio, in questo momento, però, e più necessaria la tua pietà espressa nella parola. Il suo “si” è la gioia di tutto il creato. Salve Maria, purissima vergine, dolcissima madre! Di caritate; e giuso, intra i mortali, Teatro – LA NOSTRA STORIA COMU ‘NNI LA CUNTARU, Sceneggiatura – VERSI D’AMORE SUL FRONTE DEL PIAVE, ” (Papa Francesco – Sinodo dei vescovi 2018). Sempre nella gioia scherzavo dinanzi a Lui continuamente, scherzavo nell’universo…”. La benedizione nella notte della gloriosa sconfitta. Effonde il mio cuore liete parole, Durante la notte l’aggressore divino sembra riassumere i tratti dei nostri antagonisti diurni. Così, al termine della lotta, ricevuta la benedizione, il Patriarca può finalmente riconoscere l’altro, il Dio della benedizione: «Davvero – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva» (v. 31), e può ora attraversare il guado, portatore di un nome nuovo ma “vinto” da Dio e segnato per sempre, zoppicante per la ferita ricevuta. Giacobbe si mette in viaggio da Beersheba alla volta di Harran. NARRATORE Il “sogno” di Giacobbe risulta ancora più significativo se si analizza una serie di particolari importanti presenti in esso, di cui forse quello fondamentale è la descrizione degli angeli che “salivano e scendevano“: questa infatti sta a dimostrare simbolicamente che il rapporto tra cielo e terra è dinamico, che le qualità divine fluiscono di continuo avanti e indietro. Home / S. MARIA MADRE DI DIO. Le due figure si mischiano, si sovrappongono, si confondono, ma così pure gli antagonisti di Giacobbe, tra cui lui stesso. Alzati, corri, apri! Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Uno dei racconti più conosciuti del Vecchio Testamento, che ancora oggi affascina gli amanti delle dottrine esoteriche, riguarda un sogno profetico compiuto da Giacobbe durante il suo viaggio da Beersheba verso Harran. (Dante, Paradiso, XXXIII), Teatro – LA NOSTRA STORIA COMU ‘NNI LA CUNTARU, Sceneggiatura – VERSI D’AMORE SUL FRONTE DEL PIAVE. 20900 Monza - MB Nella sua opera di salvezza, Gesù, mentre ammaestrava guariva e donava tutto se stesso, sognava la sua chiesa che un giorno avrebbe sposato. E allora coraggio! Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi. soffia nel mio giardino Ma se fosse Dio, l’ignoto assalitore del nostro io impaurito, delle nostre attese e devozioni, dei nostri programmi e faticose conquiste, fosse lui a suscitare in noi un sacro timore reverenziale insieme a una disperata voglia di combattere e di vivere? L’amore Trinitario sognava un luogo meraviglioso da condividere, e senza riuscire a trattenersi, in una terra informe e deserta dove le tenebre ricoprivano l’abisso (Gn 1,1-2), lo Spirito iniziò a mettere ordine nel caos. Maria è l’eccellente capolavoro dell’Altissimo, di cui egli si riservò la conoscenza e il possesso. Giacobbe non viene incoraggiato a salire lungo la scala verso il cielo. ave, suo tabernacolo, a venire a noi. La tua umiltà sia audace e la tua timidezza fiduciosa. Di sicuro il racconto era rivolto a un pubblico che avrebbe compreso immediatamente le implicazioni dell’azione di Giacobbe; dopo tutto, gli antichi israeliti non erano estranei alla religione cananea. che ti ha consacrata Io sono per il mio diletto, La lunga notte di Giacobbe. Solo il suo Gesù, il figlio prediletto, poteva riportare le cose a posto. Ella fu l’Immacolata, la senza macchia: contemplarla vuol dire tuffarsi nell’azzurro, nella luce, nell’amore. Sociale € 51.000 int. Tu sei Israele, questa è la tua storia, che inizia con il padre Abramo e ti accompagna fino al fratello primogenito Gesù, con i fratelli e le sorelle di ogni età, sia fedeli sia infedeli. Io ti guardo, e ti vedo quale sarai, o Donna Immacolata che ora sei solo spirito: lo spirito in cui Io mi beo. Perché all’intrigante Giacobbe e non ad Abramo o Isacco viene consegnato il nome speciale del popolo di Dio? È ormai evidente che Gesù si formò tra i gruppi mistici ebrei in Egitto, ma gli insegnamenti e le tecniche lì a disposizione erano permeate del misticismo delle tradizioni preesistenti. La lotta di Giacobbe con Dio al guado dello Yabboq è il tema della riflessione di Benedetto XVI nell'udienza di mercoledì 25 maggio. (Maria Valtorta), “Dio mi possedette all’inizio delle sue opere, fin dal principio, avanti la creazione. Allora si strappò il cuore dal petto e lo regalò all’umanità. Ma quando questi elementi vengono assunti dagli autori sacri e inglobati nel racconto biblico, essi cambiano di significato e il testo si apre a dimensioni più ampie. (Bernardo di Chiaravalle), NARRATRICE Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. ave, sua Madre. Donna, se’ tanto grande e tanto vali, È quindi chiaro come una genuina comprensione dell’Antico Testamento non consiste esclusivamente nello scavare alla ricerca di prove fisiche degli avvenimenti narrati, come hanno fatto tanti archeologi nel corso degli ultimi due secoli, bensì nel leggerlo in chiave simbolica, come appunto avevano fatto i Terapeuti. Ci lascia lottare, provare, sperare. Lo generò in esempio, lo possedette in grande potenza, lo amò in salvezza, lo custodì nella soavità, lo mostrò nella grandezza. Forse perché il rapporto di Israele con il suo Dio è sempre stato segnato dalla lotta per una benedizione, anche sotto giudizio e a caro prezzo, come per sottrazione? Al ruscello c’eravamo anche noi – soli, denudati, disperatamente impauriti, pronti a tutto. (San Francesco d’Assisi). La sua umiltà fu così profonda che ella non ebbe sulla terra attrattiva più potente e continua che quella di celarsi a se stessa e ad ogni creatura, per non essere conosciuta che da Dio solo. Il messaggio di Cristo nel mio sogno di bellezza. Dio si lascia vincere sulla croce per poterci benedire, si fa debole, ma non ce la dà per vinta, anzi si fa carico delle nostre domande e della nostra lotta assumendole nella vita del suo Primogenito, Israele (Mt 2, 15): il Figlio vive in sé la suprema lotta che Dio combatte per instaurare la benedizione. santa genitrice di Dio, Maria, Si era scontrato con il fratello gemello, con la madre, con il padre, di nuovo con il fratello gemello, con il suocero, con le mogli… e quella notte si scontrò con uno sconosciuto che aveva attaccato briga, lui questa volta non c’entrava. Con questo nome riconosce quel luogo colmo della presenza del Signore, rende sacra quella terra imprimendovi quasi la memoria di quel misterioso incontro con Dio. Conoscere il nome di qualcuno, infatti, implica una sorta di potere sulla persona, perché il nome, nella mentalità biblica, contiene la realtà più profonda dell’individuo, ne svela il segreto e il destino. Intatta ineffabilmente, perché sei la Madre di Gesù Cristo, http://www.santagostino.mi.it/wp-content/uploads/2018/03/la-notte-di-giacobbe.jpg, Catechismo 2020 e moduli per le iscrizioni, Parrocchia Sant'Agostino, Salesiani, Milano. Colui che con l’inganno aveva defraudato il fratello della benedizione del primogenito, ora la pretende dallo sconosciuto, di cui forse comincia a intravedere i connotati divini, ma senza poterlo ancora veramente riconoscere. Sorgi con la fede, corri col tuo affetto, apri con il tuo consenso! Perché il sogno “mette in crisi le vostre scelte…”  perché chi “sogna va lontano.” E il vero rischio che, soprattutto noi adulti, corriamo è quello di “anestetizzarci” e fare della nostra vita solo un’occasione per soddisfare i piccoli bisogni quotidiani, con lo sguardo rivolto verso piccoli orizzonti che non vanno oltre il necessario, al massimo conditi da “sogni piccoli, miseri, che si accontentano del meno possibile.” Sono i sogni “della tranquillità, che addormentano,” sogni che non hanno né forma né consistenza.Non è questo il progetto di Dio per la sua creatura prediletta. Venga il mio diletto nel suo giardino All’inizio, infatti, Giacobbe sembra essere il più forte, e l’avversario – dice il testo – «non riusciva a vincerlo» (v. 26); eppure colpisce Giacobbe all’articolazione del femore, provocandone la slogatura. la luce del vero conoscimento Sarà ora di vivere il nostro sogno, da lì all’eternità. Durante la notte Giacobbe lottò con un essere misterioso (Genesi 32, 23-33) che, allo spuntare dell'alba, lo lasciò andare dopo averlo benedetto ed aver cambiato il suo nome da Giacobbe in Israele "perchè hai combattuto con Dio e con gli uomini ed hai vinto". Termine fisso d’eterno consiglio. Salve, trono infuocato; salve, cattedra celeste del re. che è la verità fra le tue braccia, Prevalemmo anche noi, ma non si trattava di una vittoria, perché non sapevamo ancora nulla del Nome di Dio, né ci era concesso attraversare il mistero. (Caterina da Siena), Maria! Vieni e vedi creare le pecore e gli agnelli, le aquile e le colombe. Tu se’ colei che l’umana natura Nulla ho da offrirti, nulla da domandare, Spirito Santo acconsentì che i suoi Apostoli ed Evangelisti ne parlassero pochissimo e soltanto quanto era necessario per far conoscere Gesù Cristo, sebbene fosse la sua Sposa fedele. Io ti guardo e do l’azzurro del tuo sguardo al mare e al firmamento, il colore dei tuoi capelli al grano santo, il candore al giglio e il roseo alla rosa com’è la tua epidermide di seta. I coraggiosi alzano lo sguardo e scoprono nuovi orizzonti. …che prima ancora della creazione da sempre accarezzava e stuzzicava il suo grande Cuore: grande per amore, creatività, entusiasmo. Più avanti in questa lunga storia di lotte, Mosè scoprirà che il Dio dei padri ha un nome che lo svela e lo nasconde: il Signore vuole essere amato e cercato, ma non si lascerà possedere. Il Figlio acconsentì ch’ella non parlasse quasi mai, benché le avesse comunicato la sua sapienza. Home / STORIE. Salve, o piena di grazia, il Signore è con te.” IVA 06212220013 - Iscr. I suoi genitori stessi non la conoscevano; e gli angeli si domandavano spesso l’un l’altro: «Chi è costei?», poiché l’Altissimo la nascondeva ai loro sguardi o se ne svelava loro qualche pregio, infinitamente superiore era ciò che teneva loro nascosto. Certamente in questo momento è bene che la tua verginale semplicità dimentichi la prudenza. Vergine madre, figlia del tuo Figlio, E quel Gesù, sognatore come il Padre, lo raccontò a chi lo volle ascoltare, e sulla sua Parola appose il sigillo dello Spirito, che con la sua potenza avrebbe continuato l’opera creatrice dell’Amore Trinitario. e con l’olio della tua umiltà (Prima di una serie di quattro meditazioni), Consulta l'archivio del free press mensile, Edizioni Protestanti s.r.l. (Gn 28,10-22) Certo, il cammino di quella strada dissestata è faticoso e spesso difficile, e quando la bruttura del dolore tenterà di incatenarci al “vecchio” oscurandoci le prospettive, la bellezza del sogno sarà il faro che ci spingerà avanti, quella nostalgia che ci farà alzare lo sguardo verso un orizzonte pieno di luce e belle promesse. Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. L’impatto consegna all’aggredito una identità non acquisita ma posta davanti come compito e promessa, e Giacobbe diviene archetipo di Israele. Il miracolo dello Iabboc è l’Evangelo, la buona notizia che Dio ci assume così come siamo, e dopo aver nominato il nostro nuovo nome, ci preserva per trasformarci.
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